Per Swiss, la mancata vaccinazione rappresenta una violazione dei doveri del dipendente.
Keystone / Salvatore Di Nolfi
La compagnia aerea svizzera ha avvertito i suoi dipendenti non vaccinati contro il coronavirus che rischiano il licenziamento.
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Keystone-ATS/mar
Il 24 agosto scorso, Swiss aveva introdotto la vaccinazione obbligatoria per tutto il personale di volo, ritenendo che questa misura fosse indispensabile per la stabilità delle operazioni. Per poter essere integrati nei piani di volo, gli equipaggi hanno tempo fino al primo dicembre per essere completamente vaccinati. Ciò significa che dovranno ricevere la seconda dose entro metà novembre.
Passato questo termine, i dipendenti che non si saranno fatti immunizzare rischieranno il licenziamento, probabilmente da fine gennaio 2022, ha indicato ora la compagnia.
Il personale di cabina e di bordo che ha bisogno di più tempo per decidere, potrà assentarsi dal lavoro per sei mesi ed essere reintegrato durante questo periodo, a condizione di essere vaccinato, ha indicato all’agenzia Awp un portavoce dell’azienda di proprietà della tedesca Lufthansa.
Per quei dipendenti che hanno un certificato medico che dimostra che non possono essere vaccinati, la società cercherà soluzioni individuali.
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Un provvedimento legale
Secondo Swiss, la mancata vaccinazione rappresenta una violazione dei doveri del dipendente in base al contratto di lavoro, che stipula in caso di mancato adempimento una serie di misure, fino appunto al licenziamento.
Attualmente, la minaccia di licenziamento concerne meno della metà del personale. Secondo il portavoce, il tasso di vaccinazione all’interno dell’azienda è leggermente superiore a quello della popolazione svizzera, che si attesta al 54,9%.
Il provvedimento è stato preso dopo aver consultato i sindacati dei piloti Aeropers e del personale di cabina Kapers.
Quest’ultimo parla di una misura drastica, che però è legale secondo il contratto collettivo di lavoro. Il sindacato dei piloti prenderà posizione martedì
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