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Beat Feuz

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

nel caso non ve ne siate accorti, ve lo diciamo noi. Anzi, per la verità lo dice un ente assai più autorevole in materia. Il 2022, indica oggi MeteoSvizzera, è stato l'anno più caldo e soleggiato di sempre in Svizzera (per lo meno da quando vengono effettuate le misurazioni, vale a dire dal 1864).

La temperatura nazionale media su tutto il territorio, che ha fatto registrare il primato di 7,4°, è stata superiore di 1,6° ai valori del trentennio. Il fenomeno è stato accentuato soprattutto in estate, con temperature massime oltre i 36°. A titolo di esempio il 4 agosto a Ginevra si sono registrati ben 38,3° e in luglio a Lugano si sono verificate 14 giornate consecutive con oltre 30°.

Al sud delle Alpi è stato l'inverno più soleggiato da 60 anni a questa parte, ma record analoghi si sono avuti anche più a nord. Di conseguenza si sono avuti periodi di vera e propria siccità. Bene, mentre aspettiamo un po' di refrigerio per Natale, che dovrebbe comunque essere mite, vi invitiamo a leggere le altre notizie odierne dalla Confederazione.

casse malati
© Keystone / Christian Beutler

L’incessante aumento dei premi assicurativi per le prestazioni sanitarie mette sotto pressione le famiglie elvetiche, molte delle quali cambiano cassa malati per cercare di contenere i costi.

Il fenomeno è certificato da un’indagine condotta dal portale di confronto per i consumatori e le consumatrici Comparis, secondo la quale un assicurato/a su quattro si è rivolto/a a una diversa compagnia per l’anno che si inaugura tra poco più di una settimana.

In passato coloro che cambiavano assicurazione sanitaria erano meno del 10%, ora invece la loro quota è salita al 27%, secondo quanto emerge dal campione interpellato dai ricercatori di Comparis.

Tra questi il 61% ha definito l’incremento dei premi (+6,6% in media a livello nazionale, +9,2% in Ticino) una ragione “importante” o “molto importante” alla base della loro scelta. Una situazione aggravata dal fatto che le famiglie devono già fare i conti con la ripresa dell’inflazione e l’esplosione dei costi energetici. 

centrale
Keystone / Markus Scholz

Per sopperire a possibili penurie di energia, non ancora del tutto scongiurate nonostante gli stoccaggi accumulati per l’inverno, il governo si sta muovendo per garantirsi approvvigionamenti di emergenza.

La Confederazione, informa una nota, ha infatti firmato un contratto per una seconda centrale di riserva con la società svizzera francese Groupe E per l’impianto di Cornaux (Neuchâtel), dotato di una potenza di 36 MW che all’occorrenza sarà disponibile già nel corso di questo inverno.

I costi fissi per la messa a disposizione fino all’aprile 2026 della centrale, che può funzionare a gas o a olio combustibile extra-light e sarà utilizzata solo in caso di effettivo bisogno, ammontano a 9,15 milioni.

Nella strategia di Berna l’approvvigionamento energetico di riserva sarà assicurato dai bacini idroelettrici, quasi ai loro massimi, e dalle centrali d’emergenza. L’impianto di Birr (Argovia) e quello di Cornaux (Neuchâtel) sono in grado di immettere nella rete una potenza complessiva di circa 286 MW.  

Berset
© Keystone / Peter Klaunzer

Il 2023 sarà un anno ricco di trasferte per il futuro presidente della Confederazione Alain Berset, che proprio in questi giorni sta mettendo a punto l’agenda diplomatica.

Molti degli appuntamenti fissati saranno legati ai momenti in cui la Svizzera avrà la presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in maggio e ottobre, organo nel quale la Confederazione figurerà nel biennio 2023-2024 come membro non permanente. In particolare a settembre il capo del Dipartimento federale dell’interno sarà nella Grande Mela, assieme al ministro degli Esteri Ignazio Cassis, nel corso dei lavori dell’Assemblea generale dell’ONU.

Oltre ai viaggi a New York, sede del Palazzo di Vetro, il consigliere federale prevede di recarsi in Mozambico e Colombia, allo scopo di rendersi conto della realtà sul campo prima di dirigere il dibattito presidenziale di maggio”, ha precisato Alain Berset in una intervista a Le Temps.

Quel mese si terrà una riunione ad alto livello sulla protezione delle popolazioni civili nelle zone di conflitto. Berna peraltro vuole anche mettere l’accento, ha ancora spiegato il politico friburghese, sul sostegno ai processi di pace.

Feuz
Keystone / Expa/johann Groder

Per il campione svizzero Beat Feuz è giunto il momento di appendere gli sci al chiodo. L’atleta bernese vuole però regalarsi un’ultima emozione. Prima di abbandonare il circo bianco intende gareggiare per l’ultima volta, il prossimo 21 gennaio, a Kitzbühl sul tracciato leggendario della Streif.

Andare fino al limite e prendere dei rischi sono stati la mia passione per anni e il mio intuito è stato spesso la chiave del successo, spiega lo sciatore elvetico in un comunicato diffuso da Swiss Ski, ma “oggi questo intuito mi dice che i miei limiti fisici sono stati raggiunti“.

Non è semplice ripercorrere tutte le tappe della gloriosa carriera di Beat Feuz, insieme a Didier Cuche lo sportivo di punta dello sci alpino svizzero. Oltre al recente oro olimpico nella libera di Pechino nel 2022 e a quello vinto ai Mondiali di Sankt Moritz nel 2017 il campione bernese si è aggiudicato per quattro anni consecutivi, dal 2018 al 2021, la coppa del mondo di specialità.

La coppa di cristallo gli è sfuggita invece all’ultimo nel 2012, quando un infortunio non gli ha consentito di precedere l’austriaco Marcel Hirscher nella classifica generale. Sedici infine le singole gare di coppa del mondo (tredici nella libera) in cui ha trionfato.

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