Il Consiglio federale ha deciso venerdì di riprendere le più recenti sanzioni disposte dall'Unione Europea contro Russia e Bielorussia, a causa del conflitto in Ucraina.
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tvsvizzera.it/fra
Il nuovo pacchetto in questione, adottato dall’Ue lo scorso 3 giugno, comprende anche un embargo sul petrolio greggio e su alcuni prodotti petroliferi provenienti dalla Russia. La misura entrerà gradatamente in vigore nell’Ue entro l’inizio del 2023, dopo alcune fasi di transizione. In ambito finanziario è stata quindi di nuovo vietata la fornitura di servizi di revisione e consulenza per le imprese. L’Ue, inoltre, ha deciso di proibire la pubblicità nei contenuti prodotti o trasmessi da alcuni media russi come Russia Today (RT) o Sputnik. Le ordinanze in materia sono attualmente in fase di adeguamento.
Il Dipartimento federale dell’economia (DEFR), si precisa in una nota, prenderà in esame in modo approfondito insieme al Dipartimento federale delle finanze (DFF) e a quello dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) le ripercussioni della ripresa in Svizzera dell’embargo petrolifero.
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Altre sanzioni
Ancora il DEFR ha esteso le sanzioni finanziarie e di viaggio a oltre 100 persone ed organizzazioni russe e bielorusse. Si tratta, indica il comunicato dell’Esecutivo, di militari considerati responsabili dei crimini commessi a Bucha, di persone attive in politica, nel campo della comunicazione e della propaganda, nonché di circoli oligarchici e dei loro familiari, tra cui Aleksandra Melnichenko. Inoltre, è stata approvata l’esclusione dal sistema SWIFT di 4 nuovi istituti di credito russi e bielorussi, tra i quali anche la Sberbank, la più grande banca russa.
È stata infine esteso l’elenco dei beni preclusi all’esportazione che potrebbero contribuire al rafforzamento militare e tecnologico della Russia o allo sviluppo del suo settore della difesa e della sicurezza. Le modifiche decise dal Governo sono entrate in vigore venerdì alle 18.
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