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Lo scioglimento dei ghiacciai può favorire la produzione idroelettrica

ghiacciaio del rodano
I ghiacciai svizzeri sono destinati a perdere circa il 60-90% del loro volume entro il 2100. Keystone / Jean-Christophe Bott

Il riscaldamento globale potrebbe favorire la produzione svizzera di energia idroelettrica. È la conclusione alla quale giunge il Consiglio federale in un rapporto adottato venerdì in risposta a un postulato che chiedeva di analizzare il potenziale idroelettrico legato allo scioglimento dei ghiacciai.

Stando alle più recenti previsioni, i ghiacciai svizzeri sono destinati a perdere circa il 60-90% del loro volume entro il 2100. Ma c’è chi in questo scenario intravvede comunque una importante risorsa naturale che potrebbe essere impiegata, tra le altre cose, anche per la costruzione di centrali idroelettriche ad accumulazione.

È il caso della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio Nazionale che, con un postulato, ha chiesto all’Esecutivo pure di illustrare quali sono i provvedimenti da adottare per sfruttare al meglio i laghi creatisi dai ghiacciai.

Secondo l’Istituto federale svizzero di scienza e tecnologia dell’acqua (Eawag), nelle regioni della Svizzera un tempo occupate da ghiacciai si sono creati circa 1’200 nuovi laghi. Grazie a questi nuovi bacini si sono formate qua e là anche enormi dighe naturali.

Il rapporto, dichiara il Consiglio federale in una nota, mostra il potenziale dei progetti idroelettrici attualmente conosciuti nelle zone periglaciali – ossia ubicate nei pressi di un ghiacciaio – che potrebbero essere realizzati entro il 2050. Progetti che garantirebbero una produzione annua supplementare di circa 1’470 gigawattora (GWh), di cui 1’130 GWh provenienti da nuovi impianti e 340 GWh da ampliamenti.

Leggi anche: Perché lo scioglimento dei ghiacciai riguarda ognuno di noi

Il potenziale di incremento della produzione invernale controllabile (capacità di accumulo di energia) in questi ambienti è di 2’430 GWh all’anno, di cui circa 1’300 GWh derivanti da ampliamenti di centrali idroelettriche ad accumulazione esistenti e 1’130 GWh da nuovi impianti, si legge nel comunicato. In confronto, il potenziale di potenziamento dello stoccaggio al di fuori delle zone periglaciali è di soli 860 GWh annui. Ciò evidenzia l’importanza teorica futura di queste aree per l’incremento della produzione idroelettrica nazionale.

A partire dal 2050 altre zone adatte allo sfruttamento dell’energia idroelettrica saranno ormai prive di ghiaccio. A causa del lungo orizzonte temporale, tuttavia, non sono ancora stati pianificati progetti e non è possibile indicare il potenziale, puntualizza l’Esecutivo.

Tuttavia, il Consiglio federale ricorda che le zone periglaciali vanno tutelate in qualità di paesaggi meritevoli di protezione. Si deve dunque tenere conto anche degli interessi relativi all’approvvigionamento di acqua potabile oltre che al turismo di montagna. Questa diversità di interessi può limitare il potenziale idroelettrico realizzabile.

Infine, oltre alle condizioni specifiche locali, anche le condizioni quadro generali determinano la possibilità di realizzare o meno una centrale idroelettrica. In particolare, i numerosi rinnovi di concessioni in corso potrebbero rappresentare un ostacolo.

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