Il Consiglio nazionale approva l’accordo di solidarietà sul gas con Germania e Italia

Il Consiglio nazionale ha approvato, a larghissima maggioranza, l’accordo di solidarietà sul gas con l’Italia e la Germania proposto dal Consiglio federale. Questa decisione arriva dopo che il Consiglio degli Stati aveva già dato il suo via libera lo scorso dicembre.
L’accordo ha lo scopo di rafforzare la sicurezza energetica della Svizzera, garantendo che possa attingere alle risorse energetiche dei Paesi confinanti in caso di emergenze, specialmente in situazioni di grave penuria di gas.
A seguito della guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina nel febbraio 2022, il Consiglio federale ha adottato misure urgenti per potenziare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas in Svizzera. Visto che il Paese non dispone di capacità elevate di produzione e stoccaggio di gas sul proprio territorio, dipende dai Paesi limitrofi, che hanno accesso al mare, per garantire il rifornimento di gas. Questa situazione ha reso necessario il rafforzamento delle collaborazioni internazionali, come quella con Germania e Italia.
L’interesse della Germania
Per la Germania, la Svizzera non rappresenta un partner energetico particolarmente strategico. Il paese alpino, infatti, non dispone di giacimenti di gas naturali sul proprio territorio e, in caso di emergenza, sarebbe molto più probabile che sia la Germania a dover intervenire per supportare la Svizzera, piuttosto che il contrario.
La situazione cambia quando si considera il principale gasdotto della Confederazione, gestito dalla società Transitgas. Questo impianto funge da collegamento tra la rete di distribuzione del gas svizzera e quelle di Germania, Francia e Italia. È proprio questa connessione che rende la Svizzera rilevante nel contesto energetico europeo, a condizione che gli accordi coinvolgano anche l’Italia.
Negli ultimi mesi, infatti, Roma ha potenziato le sue fonti di approvvigionamento, trovando nuove rotte dall’Azerbaigian e dall’Algeria, aumentando così il suo peso nel panorama energetico europeo. Per la Svizzera, dunque, l’interesse per un’alleanza energetica diventa più significativo, soprattutto se l’intesa si estende oltre i confini tedeschi, coinvolgendo anche l’Italia.
Cosa prevede l’accordo trilaterale
Come chiarito nel rapporto esplicativoCollegamento esterno sull’accordo, “la Germania e l’Italia sono Paesi chiave per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas in Europa e, in particolare, in Svizzera. La conclusione di un accordo di solidarietà con Germania e Italia rappresenta un ulteriore contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento dei clienti protetti della Svizzera”.
In altre parole, l’AccordoCollegamento esterno prevede che, in caso di emergenza (ovvero in situazioni di grave carenza di gas), e dopo aver esaurito tutte le misure nazionali, la Svizzera possa chiedere solidarietà a Germania e Italia per garantire l’approvvigionamento dei suoi “clienti protetti”. Questi includono famiglie, ospedali e servizi essenziali come i servizi d’emergenza. L’accordo stabilisce anche che, viceversa, la Svizzera possa ricevere una richiesta di solidarietà dagli altri Paesi in caso di emergenza.
L’applicazione dell’accordo avverrà solo dopo che la Svizzera avrà adottato tutte le misure possibili per ridurre il consumo interno, tra cui l’adozione di impianti a doppio combustibile, l’introduzione di eventuali divieti o limitazioni, e il contingentamento del gas per le industrie non essenziali.
Marzo 2022: il Consiglio federale incarica il DATEC di esplorare la possibilità di concludere accordi di solidarietà con i Paesi limitrofi.
Maggio 2022: Germania e Svizzera avviano i primi negoziati.
Estate 2022: la Germania si allontana da un accordo bilaterale con la Svizzera, proponendo invece un accordo trilaterale con Italia e Svizzera.
Maggio 2023: la Svizzera entra nei negoziati per un accordo trilaterale con Germania e Italia.
Luglio 2023: il capo del DATEC firma una dichiarazione congiunta con l’Italia per garantire l’approvvigionamento di gas in Svizzera durante l’inverno 2023-2024.
Febbraio 2024: la Germania notifica l’accordo alla Commissione europea.
Marzo 2024: gli accordi trilaterale e bilaterale vengono firmati a Berlino.
Come funziona l’accordo?
L’accordo stabilisce che, in caso di emergenza, Svizzera, Italia o Germania possano presentare una richiesta di solidarietà solo quando non sono più in grado di fornire autonomamente il gas ai propri clienti protetti.
Quando una delle parti presenta una richiesta, le altre sono obbligate a ridurre o interrompere l’approvvigionamento ai propri “clienti non protetti” (ad esempio, clienti industriali o commerciali non essenziali) per soddisfare la domanda di gas dei clienti protetti dello Stato richiedente. Questo meccanismo aiuta a garantire che le risorse vengano destinate prima a chi ne ha maggior bisogno, ovvero la popolazione e i servizi essenziali.

Altri sviluppi
Un accordo di solidarietà sul gas con la Germania passa dall’Italia
In Svizzera, l’implementazione operativa dell’accordo sarà affidata a Swissgas SA, che è stata scelta per la sua lunga esperienza nella gestione della rete e del trasporto di gas. Tuttavia, le competenze regolatorie, ovvero la definizione delle misure sovrane (come divieti di consumo o contingentamenti), resteranno
I costi dell’accordo
Nel caso in cui la Svizzera richieda gas nell’ambito della solidarietà, dovrà far fronte ai costi di acquisto, trasporto e alle eventuali compensazioni per danni derivanti dalle misure sovrane. Per questo motivo, il Consiglio federale ha proposto due crediti d’impegno: una garanzia statale di 300 milioni di franchi per l’acquisto del gas e un credito di un miliardo di franchi per le compensazioni che la Svizzera potrebbe dover versare a Germania e Italia.
Come sottolineato dal Governo federale, “tutti i costi saranno successivamente fatturati ai destinatari delle forniture, ossia ai clienti protetti, evitando così oneri finanziari aggiuntivi per la Confederazione”. Questo significa che i costi non ricadranno sulla collettività, ma saranno sostenuti direttamente dai beneficiari delle forniture di gas.
Il percorso verso l’entrata in vigore dell’accordo
Dopo l’approvazione del Consiglio nazionale, l’accordo tornerà al Consiglio degli Stati per appianare una piccola divergenza, dopodiché verrà adottato il decreto federale. In base all’articolo 141 della Costituzione, trattandosi di un accordo internazionale che prevede disposizioni significative, l’accordo trilaterale sarà sottoposto a referendum facoltativo. Ciò significa che la cittadinanza svizzera avrà la possibilità di esprimersi sull’accordo se verranno raccolte le 50’000 firme necessarie.
Il Governo federale sottolinea che “per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas è importante che l’accordo possa entrare in vigore il più rapidamente possibile” al fine di garantire la continuità delle forniture in caso di emergenza.
L’incontro del consigliere federale Albert Rösti con il vicecancelliere tedesco Robert Habeck durante il Forum economico mondiale di Davos del 2024:
Tribunale arbitrale
Infine, l’accordo prevede che, in caso di controversie tra le parti contraenti che non possano essere risolte dalle autorità competenti, un tribunale arbitrale ad hoc prenderà la decisione finale e vincolante riguardo ai casi che rientrano nel campo di applicazione. Questo meccanismo garantisce che le dispute possano essere risolte in modo imparziale e tempestivo, evitando lunghe e complesse trattative diplomatiche.

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