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Lombardia e Ticino si uniscono nel chiedere il completamento di AlpTransit

Il lavori per la costruzione di AlpTransit all'altezza di Camorino nel 2017.
Il lavori per la costruzione di AlpTransit all'altezza di Camorino nel 2017. Keystone/Gaetan Bally

Il Consiglio regionale della Lombardia e il Gran Consiglio ticinese hanno firmato negli scorsi giorni una lettera congiunta indirizzata a Berna, Roma e Bruxelles nella quale insistono su un maggiore impegno politico nel proseguimento del collegamento ferroviario veloce verso sud.

Il Cantone Ticino e la Regione Lombardia hanno unito le forze in quella che è una battaglia comune: convincere le autorità nazionali di entrambi i Paesi a investire sul completamento di AlpTransit anche oltre la tratta del Monte Ceneri, giù fino al confine italiano e oltre, arrivando fino a Monza.

L’argomento non è nuovo. Ma è la prima volta che i due territori confinanti agiscono ufficialmenteCollegamento esterno e congiuntamente per evidenziare l’importanza sovranazionale della trasversale ferroviaria alpina.

Una delegazione del Consiglio regionale della Lombardia ha incontrato lunedì 10 marzo il presidente del Gran Consiglio ticinese Michele Guerra e alcuni altri deputati, a cui ha consegnato la risoluzione approvata all’unanimità dal Legislativo lombardo lo scorso febbraio.

Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona
L’incontro si è svolto a Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona. Cantone Ticino

I rappresentanti dei due organi – il già citato Guerra, il presidente del Consiglio regionale lombardo Federico Romani e il consigliere regionale e presidente della Commissione sui rapporti tra Lombardia e Svizzera Giacomo Zamperini – hanno poi cofirmato una lettera indirizzata a Berna, Roma e Bruxelles. Presente per l’occasione anche il console generale di Svizzera a Milano Stefano Lazzarotto.

Una richiesta determinata

“Sulla base del volere chiaro espresso dai rispettivi Legislativi – si legge nel documento – si chiede con vigore (alle rispettive autorità, ndr) di fare tutto il possibile affinché il completamento di AlpTransit, con le necessarie linee di accesso possa essere intrapreso al più presto”.

Una richiesta ferma, avanzata malgrado ci sia consapevolezza del fatto che la questione non figura tra le priorità dei due Governi o dell’Unione Europea. “Abbiamo preso atto del fatto che il completamento dell’asse ferroviario nord-sud, Rotterdam-Genova, non è attualmente parte dei progetti di ampliamento della rete”, si legge ancora nella premessa.

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Ma ulteriori rinvii del dossier possono “comportare gravi conseguenze per la funzionalità della rete, generando perdite di produttività economica per le regioni e gli Stati lungo tutto il corridoio”.

Le priorità sono altre

Diversi atti parlamentari presentati in Svizzera nel recente passato (uno di questi a firma del deputato di destra Piero MarchesiCollegamento esterno) hanno chiesto di estendere AlpTransit verso sud, ma sono finiti con un nulla di fatto.

Nell’estate del 2023 il consigliere federale Albert Rösti aveva presentato alcuni aggiornamenti al programma “Prospettiva ferrovia 2050”Collegamento esterno. Tra questi figuravano l’ampliamento dei tunnel di base del Lötschberg e dello Zimmerberg, ma nessuna novità in merito al traffico viaggiatori nazionale e internazionale a lunga percorrenza lungo l’asse ferroviario nord-sud.

A tal proposito, interpellato da tvsvizzera.it, Marchesi aveva commentato che le due opere, seppur di minore portata, sono “certamente urgenti”, ma “ciò non toglie che essendo AlpTransit Sud un’infrastruttura che richiederà molti anni per la sua progettazione e realizzazione, “bisognerebbe avviare urgentemente la procedura affinché, dopo questi due progetti, si possa passare celermente” al prolungamento della linea a sud di Lugano.

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I progetti italiani

Sempre nell’estate 2023, Rösti ha incontrato a RomaCollegamento esterno il suo omologo italiano, il ministro dei trasporti Matteo Salvini, per discutere di temi concernenti il campo ministeriale guidato da entrambi. Ma anche in questo caso non si è accennato all’argomento specifico. Si è parlato dell’intento dell’Italia di realizzare un tratto a triplo binario tra Chiasso e Milano e di investire sulla nuova diga foranea del porto di Genova, e sul Terzo Valico ferroviario dei Giovi. Ma non di eventuali investimenti italiani in AlpTransit.

Un’interrogazione del consigliere nazionale di centro destra Simone GianiniCollegamento esterno al Governo svizzero chiedeva infine se Berna non fosse disposta a sovvenzionare, come fa già in altri casi (questo ne è un esempio), infrastrutture ferroviarie in territorio estero necessarie a favorire il trasporto su rotaia svizzero. La risposta, in sostanza, è che non sono previsti finanziamenti per la tratta in questione.

La conclusione sembra essere chiara: il completamento a sud di AlpTransit non è stato finora un argomento politico degno di grandi discussioni né a Berna, né a Roma.

AlpTransit, spesso definita in Svizzera “opera del secolo”, è il nome con cui viene comunemente chiamata la nuova ferrovia transalpina elvetica, nota anche con l’acronimo NFTA. È costituita da tre gallerie di base e dalle rispettive tratte di accesso che, attraversando le Alpi all’altezza dell’Altopiano svizzero, diventano di fatto i principali assi di trasporto del Paese, al posto delle attuali linee di montagna caratterizzate da forti dislivelli.

L’ultima tratta, quella del Monte Ceneri è in servizio dal 2020. Con tre gallerie di base attraverso le Alpi e con l’ampliamento delle tratte di accesso, le distanze tra il nord e il sud del Paese e dell’Europa si sono notevolmente accorciate. Sull’asse nord-sud i tempi di percorrenza si riducono di un’ora per il traffico passeggeri; mentre nel traffico merci la ferrovia pianeggiante permette di potenziare il trasporto su rotaia con vantaggi per l’ambiente.

Le tre tratte di AlpTransit sono rappresentate dalla galleria di base del Lötschberg (34 chilometri, entrata in funzione nel 2007); la galleria di base del San Gottardo (che con i suoi 57 km è la galleria ferroviaria più lunga del mondo, 2016); e infine la galleria di base del Monte Ceneri (15,4 km, 2020).

“Abbiamo iniziato questa battaglia con una risoluzione nel 2018 e una nel 2023. Devo ammettere – ha dichiarato Michele Guerra alla RSICollegamento esterno – che non abbiamo riscontrato un grande sostegno da parte del resto della Confederazione. Fa piacere vedere che il vicino di casa spinga in questa direzione, perché Alptransit e il suo completamento rappresenta un interesse convergente per i due territori”.

Le possibilità e le ripercussioni

“Il completamento di AlpTransit è indispensabile e ce lo chiedono con forza anche molte imprese, lavoratori e famiglie lombarde che gravitano sulla Svizzera”, ha detto dal canto suo Federico Romani. “In merito abbiamo già attivato il Governo italiano a Roma e i nostri europarlamentari affinché si mobilitino con il Governo di Berna per riconoscere l’interesse prioritario di questa opera”.

Le autorità presenti hanno infine sottolineato che il rinvio del completamento di AlpTransit potrebbe avere gravi ripercussioni sulla funzionalità delle Reti di trasporto trans-europee (TEN-T) e del Corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo, con conseguenti perdite di produttività economica per le regioni e gli Stati coinvolti. Oltre alla spinta da parte della Regione Lombardia, i presenti hanno assicurato che anche la Liguria sostiene il progetto con pari veemenza.

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