Parmelin a Roma per discutere di economia, agricoltura e ricerca

Il ministro svizzero dell’economia, della formazione e della ricerca, si trova giovedì e venerdì in Italia per due giorni di colloqui ufficiali.
La visita di Guy Parmelin in Italia ha lo scopo di consolidare e rafforzare le relazioni bilaterali tra i due Paesi nei settori dell’economia, della scienza e dell’agricoltura, si legge in una notaCollegamento esterno del Dipartimento dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) da lui guidato.
L’Italia rappresenta infatti uno dei principali partner della Svizzera in questi ambiti e la cooperazione tra i due Stati ha già basi solide. “Le cooperazioni con gli Stati con cui intratteniamo i rapporti più stretti sono importanti per il nostro Paese, in particolare alla luce degli attuali sviluppi geopolitici”, scrive il DEFR. Il viaggio prevede anche una visita all’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e all’Istituto svizzero di Roma (ISR).
Un programma denso
In tema di economia, Parmelin incontrerà il ministro delle Imprese e del “Made in Italy” Adolfo Urso per parlare di relazioni economiche bilaterali e si intratterrà anche con rappresentanti di aziende svizzere presenti sul territorio italiano.
Verrà poi organizzato un colloquio con Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, e una visita all’Istituto nazionale di fisica nucleare e all’Istituto svizzero di Roma. Fondata nel 1947, quest’ultima istituzione promuove gli scambi culturali e scientifici tra la Svizzera e l’Italia.
>>> Per approfondire: “In Svizzera e in Italia si valuta la riapertura verso l’energia nucleare”
Dopo le discussioni in tema di economia, sviluppo e ricerca, l’esponente del Governo elvetico vedrà anche Francesco Lollobrigida, ministro italiano dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, per uno scambio sulle rispettive politiche agrarie e sulla cooperazione tra i due Paesi nel settore agricolo.
Relazioni commerciali intense
Guardando alle importazioni e alle esportazioni svizzere da e verso l’Italia, quest’ultima rappresenta per il nostro Paese uno dei partner più importanti in ottica commerciale.
Il commercio bilaterale di beni e servizi ammonta infatti a più di 1 miliardo di franchi a settimana. L’export verso la Penisola nel 2024 ha corrisposto a 20,3 miliardi di franchi. Il dato è il terzo più alto dall’inizio del millennio. Salvo alcuni scossoni, come quelli provocati dalla crisi finanziaria del 2008/2009, da quella dello spread nel 2012 e dal coronavirus nel 2020, la tendenza per le aziende svizzere che commerciano con l’Italia è positiva.
>>> Per approfondire: “Analisi delle esportazioni svizzere verso l’Italia”
Le zone di frontiera rivestono poi una particolare importanza in tema di scambi commerciali: generano infatti circa il 40% delle transazioni. Infine “la Svizzera apporta ingenti risorse nel contesto dell’economia italiana: approssimativamente 1’500 aziende elvetiche investono circa 26 miliardi di franchi e creano oltre 96’000 posti di lavoro”, si legge ancora nel comunicato del DEFR.
Collaborazioni scientifiche
L’Italia è infine anche uno dei maggiori partner della Svizzera nel campo della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Nell’ambito del programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione Orizzonte Europa (2021-2027)Collegamento esterno, i ricercatori svizzeri e quelli italiani collaborano alla realizzazione di oltre 700 progetti. Una cifra che fa dell’Italia il secondo Paese per numero di collaborazioni con la Confederazione.
Il lancio nello spazio di “Cheops”, il telescopio spaziale dell’Agenzia spaziale europea per lo studio di pianeti extrasolari – nato dalla collaborazione tra l’Università di Berna, l’Agenzia spaziale italiana e l’Istituto nazionale di astrofisica italiano – è solo un esempio di questo tipo di collaborazioni.
L’intento comune di favorire ulteriormente questo tipo di scambi è supportato dagli incontri che vengono organizzati a scadenza regolare allo scopo di mantenere vivi gli scambi. Lo scorso anno si è infatti tenuta a Roma la quarta riunione della Commissione mista tra Svizzera-Italia (che si riunisce ogni due anni), alla presenza, anche in questa sede, della ministra italiana dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della segretaria di Stato elvetica per la formazione, la ricerca e l’innovazione Martina Hirayama.
Questo tipo di collaborazione internazionale, chiamato anche “diplomazia scientifica”, parte dalla convinzione che non ci possa essere sviluppo economico e sociale senza innovazione e sostegno alla ricerca scientifica.
Tutto ciò è favorito anche dal fatto che in Svizzera sono attivi tantissimi ricercatori e professori italiani che mantengono sempre eccellenti rapporti con le università italiane e quindi anche scambi con le stesse.

In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.